Fenomenologia dell'immagine / GASPAROTTI ROMANO

Disciplina:

Fenomenologia dell'immagine

AA:

2019

E-mail:

romanogasparotti@ababrera.it

Programma del corso:

SUL PENSARE PERFORMATIVO

Immagine corpo parola nelle arti dinamiche

”Quando ammiriamo un’opera, sentiamo che ciò che ci chiama, ci parla, ci sconvolge(…) è la danza che è all’opera nell’opera. (…)C’è una danza anche nella pittura, nella musica e persino nella filosofia.”(J.Derrida)

     La nostra cultura dominante, in quanto cultura del dire piuttosto che del fare, tende a considerare quest’ultimo come un mero eseguire, ossia come un mettere in pratica ciò che è stato già pensato e ideato. Di conseguenza, il pensare viene ad essere considerato come un preconcepire a livello ideale ciò che, a partire da questa anticipazione mentale, dovrà essere eseguito e messo all’opera nel mondo esterno. Anche quando si viene ad ammettere l’evidenza, assai difficilmente smentibile peraltro, del fatto che il pensare è esso stesso un fare, si tende comunque ad identificare il fare del pensare con la mera ri-flessione, ritenendo che il pensare, mettendosi in atto, dia luogo allo sdoppiamento tra un pensante e un pensato: il primo di natura puramente ideale, il secondo capace di oggettivarsi. Nella nostra cultura ancora astrattamente umanistica e idealistica sono venuti così a coniugarsi e a radicarsi due fondamentali pregiudizi fondamentalmente anti-artistici(perlomeno rispetto alla performatività di ogni arte in quanto arte dinamica all’opera): 1)il pensare è un concepire idealmente qualcosa che poi dovrà essere esecutivamente oggettivato nel mondo; 2)ogni pensare si articola nel differenziarsi o nello scarto tra il pensare-che-pensa da un lato e la sua espressione/manifestazione dall’altro.

Il resistere di questi pregiudizi può essere spiegato con l’identificazione, all’interno della civiltà della scrittura ancora oggi dominante, del pensare per eccellenza con il pensare-che-dice, ossia con il pensare che si esplica attraverso il sistema dei segni linguistici, ovvero delle parole e dei discorsi, nonché con la riduzione delle stesse immagini a segni(che, in quanto tali, per un filosofo novecentesco come Bergson, hanno come archetipo proprio la parola).   

L’esperienza del fare arte, tuttavia, qualsiasi sia l’arte e qualsiasi cosa si produca, è lì a mostrare  l’assoluta infondatezza di tali pregiudizi. Come hanno posto in evidenza, sia in opere che in parole, molti artisti novecenteschi e contemporanei, fare arte è la più esemplare dimostrazione del fatto che il pensare, in quanto azione che si mette all’opera, non può che estendersi(dal latino ex-tendere), come scriveva Spinoza, cioè prender corpo facendosi mondo nel mondo e dischiudendo imprevedibili possibilità di abitarvi. Se René Magritte, nei suoi Scritti, ha presentato la pittura come “pensare somigliante”, che, nel suo esprimersi e realizzarsi  non ha bisogno di passare attraverso la macchina del differimento in cui consiste il segno linguistico, come invece deve fare il pensare verbale, un grande poeta contemporaneo come Andrea Zanzotto era convinto che il poeta dovesse essere un performer capace di recitare e danzare la parola.  Ne deriva il fatto che l’artista, allora, sia una sorta di operatore cosmogonico, nel cui fare,  il pragma del pensare si realizza compiutamente sino in fondo, al di là di qualsiasi differimento e di ogni dualismo, facendosi corpo  nel corpo del mondo e impedendo che la vita del mondo stesso finisca per ristagnare e sclerotizzarsi, generando quell’inerzia, quella sottomissione a vuote convenzioni e quelle forme di idolatria, che, per un filosofo come J. Dewey, costituiscono i nemici più implacabili di ogni reale esperienza.

Scaletta dei principali temi che verranno affrontati

  • I principali pregiudizi che pesano sulle comuni concezioni occidentali del pensare e del fare
  • Magritte e la pittura quale antidoto al “male filosofico”
  • La parola quale modello di ogni segno(H. Bergson) e la parola nella sua intrinseca potenza performativa(J.Austin)
  • Il pensare quale atto unitario in atto(G. Gentile)
  • Excursus sulle principali concezioni occidentali dell’Immagine
  • Le arti in quanto arti dinamiche secondo il modello della musica e della danza
  • Il corpo all’opera nelle arti dinamiche(B. Spinoza e G.Deleuze)
  • Pensare artistico e pratiche dell’improvvisazione

 

Nota – Le lezioni avranno una coerente completamento sul piano pratico-performativo, attraverso esercitazioni di improvvisazione collettiva condotte a partire da un training basato sullo yoga e sulle tecniche di danza contemporanea release, floorwork e contact

Tali lezioni si svolgeranno di norma in sede centrale, aula palcoscenico, il martedì(o eventualmente il giovedì), dalle 15.30 alle 18.00

ORARIO BASE DELLE LEZIONI  martedì ore 15.00-18.00 presso la sede di Viale Marche aula 212

Bibliografia:

R.Gasparotti, L’amentale. Arte, danza e ultrafilosofia, Cronopio, Napoli 2019; René Magritte, Scritti, vol.I, tr. it. Abscondita, Milano 2003; G. Gentile, L’Attualismo, a cura di E.Severino, Bompiani, Milano 2014/2015;  H.Bergson, Sul segno, tr. it. Textus, L’Aquila 2011; L.Klages, La realtà delle immagini, tr.it. Marinotti, Milano 2005; B. Spinoza, Etica, in OPERE, a cura di E. Mignini, Mondadori, Milano 2007; G.Deleuze, Cosa può un corpo? Lezioni su Spinoza, tr. it. Ombre Corte, Verona 2013;  J. Derrida, Il giusto senso dell’anacronia, in Studio Azzurro-J.Derrida-Carlo Sini, Pensare l’arte. Verità figura visione, F. Motta, Milano 1998; J.Dewey, Arte come esperienza, tr. it. Aesthetica, Palermo 2017; E.Coccia, La vita delle piante. Metafisica della mescolanza, il Mulino, Bologna 2018; J. L.Nancy, Il corpo dell’arte, tr. it. Mimesis, Milano 2014; J.L.Austin, Come fare cose con le parole, Marietti, Genova 1987; Ermini-Nancy-Gasparotti-Sala Grau- Zanardi, Sulla danza, Cronopio, Napoli 2017; A. Attisani, Logiche della performance. Dalla singolarità francescana alla nuova mimesi, Accademia University Press, Torino 2012; C. Sini, Le arti dinamiche. Filosofia e pedagogia, Jaca Book, Milano 2005; I. Pelgreffi(a cura di), Improvvisazione, Mimesis, Milano 2018

Caratteristiche del corso:
Obbiettivi dl corso:

Obiettivi

  1. Sviluppare un percorso generale di conoscenza rigorosa circa la natura, gli statuti e il potere  dell’IMMAGINE all’interno della tradizione culturale occidentale, attraverso l’esplorazione teorica  e l’interrogazione di alcuni luoghi eminenti desunti dagli orizzonti della filosofia, dell’antropologia, delle visual cultures e delle pratiche artistiche in particolare novecentesche e contemporanee.
  2. Indagare i rapporti tra parola e immagine e tra pensiero-che-dice e pensiero-che-mostra
  3. Approfondire l’indagine sulle pratiche artistiche legate all’immagine nel contemporaneo
  4. Contribuire ad affinare negli studenti – quali presenti e futuri  operatori artistici – la consapevolezza di cosa comporti aver a che fare con la ricerca e le pratiche connesse alla percezione, alla trasmissione e alla produzione di immagini, con particolare riguardo al ruolo odierno assunto non solo dall’artista, ma anche dalle principali figure protagoniste dell’odierno “sistema dell’arte”
  5. Esplorare e sperimentare i possibili nessi tra immagine e corpo in movimento.
Orario e aula:
Precondizioni di accesso:
Tipologia si Esame finale:
Verifiche durante il corso:
Crediti formativi
 
Curriculum professionale:

Romano Gasparotti (born in Venice and living near Venice)has a degree in Theoretical Philosophy at the University Ca 'Foscari of Venice, with prof. Emanuele Severino, to which he was the assistant. Possessing the National Scientific Qualifications for teaching disciplines Theoretical Philosophy and Aesthetics at national colleges, it has been, for a long period, a researcher at the Italian Institute for Philosophical Studies of Naples, after which he taught Theoretical Philosophy, Fundamental Ontology  and Ontology of Art at the Faculty of Philosophy  "Life and Health" - San Raffaele in Milan. He teaches Phenomenology of Image in Accademia di Brera since 2004. He is  consultant in philosophy for  'Morra Foundation / Hermann Nitsch Museum’ in Naples. It was the first official curator (with Massimo Donà) of the publications of posthumous works by  Andrea Emo philosopher (1901-1983). Co-founder and editor of the journal of philosophy Paradosso (1990-2002), he is currently a member of the scientific committee of the international journal Phenomenology and Mind; editor and contributor to Giornale Critico di Storia delle Idee; co-founder and editor of the journal of architecture and art Anfione e Zeto. In 2011, he is the author of the Manifesto DIASTEMA.Per un’arte festiva  and founder of its philosophical and artistic movement.

His intellectual engagement has been constantly focusing on research in the field of symbolic  forms at work in human praxis - artistic and otherwise - with particular regard to the role of the image, as: a) philosophy  scholar and essayist writer, b) teacher, c) militant exponent of the contemporary art system, as curator of exhibitions and events and presenter of artists (including Hermann Nitsch, Shozo Shimamoto, Vito Bucciarelli, Remo Salvadori, Giuliano Giuman, Giordano Montorsi, Silvestro Lodi Francesco Correggia), and sometimes also as a performer on his own, by capitalizing on the experiences of youth in the dance theater  (having been formed in France under the guidance of masters: Jerome Andrews, Françoise and Dominique Dupuy, Joëlle Bouvier, Regis Obadia, Roger Ribes and having been part of the company of contemporary dance founded in Venice by Roger Ribes) and on the practice of Judo,Tai-Chi and Yoga, which continues to be exercised. He is author, co-star and director of the play in Imeros (2008) with jazz music composed by  M.Bordignon N.Fazzini and in performative play Di un pensare all’opera staged with the artist and musician Andrea Rossi Andrea and the choreographer and dancer Valentina Moar. Author of about a hundred scientific publications, he has written and  edited inter alia the books: Le forme del fare(with M.Cacciari e M.Donà), Liguori, Napoli 1987; Movimento e sostanza. Saggio sulla ‘teologia’ aristotelica, Guerini, Milano 1995; Socrates y Platon, Akal, Madrid 1996; I miti della globalizzazione. “Guerra preventiva” e logica delle immunità, Dedalo, Bari 2003; Figurazioni del possibile. Sul contemporaneo tra arte e filosofia, Cronopio, Napoli 2007; Filosofia dell’Eros. L’uomo, l’animale erotico, Bollati Boringhieri, Torino 2007;  L’inganno di Proteo. La filosofia come arte delle Muse, Moretti&Vitali, Bergamo 2010. The new essays and books  pressed in 2015 are: Danzare l'esperienza, in Giornale Critico di Storia delle Idee, 12/13, 2014/2015, pp. 87-102; IL QUADRO INVISIBILE, Cronopio , Napoli, 2015 e  L’OPERA OLTRE L’OGGETTO. Sull’esperienza simbolica dell’evento artistico, Moretti&Vitali, Bergamo 2015.

In addition to the practice of Yoga and trekking in the mountains, he practices running on medium-long distances and  trials and he is passionate about dance and music.

Romano Gasparotti(nato a Venezia e residente nel veneziano), dopo aver frequentato il Liceo classico, si è laureato in Filosofia teoretica, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, con il prof. Emanuele Severino, del quale è stato assistente. In possesso delle abilitazioni scientifiche nazionali per l’insegnamento delle discipline Filosofia teoretica ed Estetica presso gli istituti universitari statali, è stato, per  un lungo periodo, ricercatore presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, dopodiché ha insegnato Filosofia teoretica, Ontologia fondamentale e Ontologia dell’Arte, presso la Facoltà di Filosofia dell’Università “Vita e Salute”- S.Raffaele di Milano. Insegna a Brera Fenomenologia dell’Immagine dal 2004. E’ consulente della Fondazione Morra/Museo Hermann Nitsch di Napoli. E’ stato il curatore ufficiale(assieme a Massimo Donà) delle pubblicazioni dell’opera postuma e inedita del filosofo transattualista Andrea Emo(1901-1983)(ultimamente al centro degli interessi di Anselm Kiefer). Co-fondatore e redattore della rivista di filosofia Paradosso(1990-2002), attualmente è membro del comitato scientifico della rivista internazionale Phenomenology and Mind; redattore e collaboratore del Giornale Critico di Storia delle Idee; co-fondatore e redattore della rivista di architettura e arte Anfione e Zeto. E’ autore(nel 2011) del Manifesto DIASTEMA. Per un’arte festiva e fondatore del relativo movimento filosofico-artistico.

Il suo impegno intellettuale si è costantemente incentrato sulla ricerca nell’ambito delle forme simboliche all’opera nelle espressioni del fare umano -  artistico e non -  con particolare riguardo al ruolo dell’immagine, in qualità: a)di studioso e saggista, b) di docente, c)di esponente militante del sistema dell’arte contemporanea, in quanto curatore di mostre e rassegne e presentatore di artisti(tra i quali Hermann Nitsch, Shozo Shimamoto, Vito Bucciarelli, Remo Salvadori, Giuliano Giuman, Giordano Montorsi, Silvestro Lodi, Francesco Correggia), ma anche, talvolta di performer in proprio, mettendo a frutto le  esperienze giovanili nell’ambito del teatro/danza(essendosi formato, in Francia, sotto la guida dei maestri Jerome Andrews, Françoise e Dominique Dupuy, Joëlle Bouvier, Regis Obadia, Roger Ribes e avendo fatto parte della compagnia di teatro/danza fondata a Venezia da Roger Ribes) e la pratica delle arti marziali giapponesi e cinesi, in cui continua ad esercitarsi. E’ autore, co-protagonista e regista dello spettacolo teatrale IMEROS(2008) su musiche jazz di M.Bordignon e N.Fazzini e dell’evento performativo Di un pensare all’opera ideato e messo in scena assieme all’artista e musicista Andrea Rossi Andrea e alla coreografa e danzatrice Valentina Moar. Autore di circa un centinaio di pubblicazioni scientifiche, ha curato, tra l’altro, il volume In contrattempo. La pittura malgrado tutto, Mimesis, Milano 2007 e scritto i seguenti principali libri: Le forme del fare(con M.Cacciari e M.Donà), Liguori, Napoli 1987; Movimento e sostanza. Saggio sulla ‘teologia’ aristotelica, Guerini, Milano 1995; Socrates y Platon, Akal, Madrid 1996; I miti della globalizzazione. “Guerra preventiva” e logica delle immunità, Dedalo, Bari 2003; Figurazioni del possibile. Sul contemporaneo tra arte e filosofia, Cronopio, Napoli 2007; Filosofia dell’Eros. L’uomo, l’animale erotico, Bollati Boringhieri, Torino 2007;  L’inganno di Proteo. La filosofia come arte delle Muse, Moretti&Vitali, Bergamo 2010. Tra le principali pubblicazioni edite nel 2015: Danzare l'esperienza, in Giornale Critico di Storia delle Idee, 12/13, 2014/2015, pp. 87-102; il pahmplet nell'occasione delle celebrazioni dell'anniversario della nascita del movimento dadaista IL QUADRO INVISIBILE, Cronopio, Napoli 2015 e il volume di saggi di filosofia dell'arte:  L’OPERA OLTRE L’OGGETTO. Sull’esperienza simbolica dell’evento artistico, Moretti&Vitali, Bergamo 2015. Nel 2017 ha pubblicato l'edizione itslo-anglo-giapponese del volume R.Gasparotti, Shozo Shimamoto e l'arte quale esperienza poetica del pensare, Edizioni Morra, Napoli 2017 e il libro Ermini-Nancy-Gasparotti-Sala Grau-Zanardi, Sulla danza, Cronopio, Napoli 2017. Nel 2019 ha pubblicato L'AMENTALE. Arte, danza e ultrafilosofia, Cronopio, Napoli 2019

Cerca di continuare ad esercitare la prassi  teorico-filosofica in stretta sinergia con l'attività corporeo-motoria, attraverso un personale  training basato su elementi fondamentali di  yoga, tai chi, danza contemporanea.        

   

Note Docente

I corsi si terranno il martedì, presso la succursale di Viale Marche, dalle ore 14.00 alle ore 17.00, in aula 212. Eventuali rientri verranno effettuati il giovedì nello stesso orario.

Qualora vi siano le condizioni(sia temporali che logistiche), le lezioni avranno una coerente conclusione sul piano pratico-performativo, attraverso esercitazioni di improvvisazione collettiva condotte a partire da un training basato sullo yoga e sulle tecniche di danza contemporanea release, floorwork e contact