Storia dell'arte contemporanea 2 / LONGARI ELISABETTA

Disciplina:

Storia dell'arte contemporanea 2

AA:

2019

E-mail:

elisabettalongari@ababrera.it

Programma del corso:

L'atelier non è solamente il luogo fisico dove si svolge un lavoro, non è mai insignificante e intercambiabile, neppure per quegli artisti che sembrano lavorare lontano dal concetto classico di atelier, come i Land artisti, ad esempio, o gli artisti concettuali, coloro che lavorano site specific o addirittura in rete come i Net artisti. Anche se si può parlare a tutti gli effetti del presente come di un' epoca “post studio”, come è stato tempestivamente messo in luce negli anni Settanta da Daniel Buren nel suo saggio Funzione dello studio, l'atelier, inteso come luogo che detta le condizioni dell'opera, è comunque una sorta di acquario, ritagliato sulle esigenze materiali e psicologiche degli autori, ed è anche il primo luogo espositivo. Verranno dunque analizzati esempi forniti dall'arte nel corso dei secoli, concentrandoci soprattutto sul XX secolo, percorrendo una serie di luoghi significativi in cui ciascun artista predispone rituali e addensa nutrimenti legati alla propria pratica. Alcuni esempi trattati: il giardino di Giverny di Monet, lo studio di Hannover dove nasceva e si sviluppava giorno per giorno il Merzbau di Schwitters, lo studio parigino di Mondrian, gli studi di Picasso, quello di Giacometti, quello di Brancusi e quello di Bacon, addirittura smontati e rimontati filologicamente altrove, ciascuno rappresentativo di un determinato mondo e di un certo modo di concepire l'arte. Altri esempi dei giorni nostri, quali l'impresa commerciale di Murakami o il funzionamento della strada o della rete come sostituti dell'atelier, forniranno spunti per una serie di riflessioni sul legame tra atelier e spazio espositivo.

Bibliografia:
Caratteristiche del corso:

teorico

Obbiettivi dl corso:

L’esame consta di due parti: la prima è l’elaborazione personale da parte del candidato di un discorso autonomo di approfondimento su un tema o un aspetto preventivamente concordato con la docente. Da evitare i macroargomenti o i tagli monografici, scegleire piuttosto lo sviluppo di un elemento linguistico nel lavoro di uno o più artisti. L’approfondimento può essere tanto scritto, in forma di tesina, rispettando le regole tipografiche per la compilazione delle note e della bibliografia, quanto orale, in forma di breve lezione frontale, con l’ausilio di immagini e/o presentazioni in power point e/o video, tenuta in aula alla presenza degli altri iscritti al corso. La seconda parte dell’esame è una verifica delle cognizioni sull’arte contemporanea che avviene in sede d’appello e si basa sul manuale prescelto e obbligatorio: Francesca Alfano Miglietti, Per-corsi, Skira, Milano 2011

Orario e aula:
Precondizioni di accesso:

Per frequentare il corso è necessaria una buona conoscenza della lingua italiana

Viene consigliata l’iscrizione al presente corso agli studenti che desiderino fare una ginnastica tra le diverse aree espressive: dal cinema alla letteratura, dal teatro all’arte visiva in senso stretto, per mettere in relazione esiti e meccanismi creativi analoghi.

Tipologia si Esame finale:

Sarà indispensabile, per iscriversi e sostenere l’esame, avere frequentato almeno il 50% delle lezioni frontali, e svolgere una tesina scritta su un argomento d’ interesse per lo studente preventivamente concordato con la docente sia nel merito che nel metodo. La valutazione verterà in uguale misura sul risultato del colloquio, in cui viene richiesta una conoscenza approfondita della storia delle immagini soprattutto dall’ottocento a oggi, e sul giudizio sulla tesina ( con relativa bibliografia) che dovrà pervenire alla biblioteca di Brera 1 entro e non oltre la prima settimana di settembre. Svolgendosi il corso nel secondo semestre è infatti sconsigliabile presentarsi all’appello di giugno.

Verifiche durante il corso:
Crediti formativi
 
Curriculum professionale:
Curriculum
Note Docente
Allegati pubblici