Regia / PUTIGNANI LOREDANA

Disciplina:

Regia

AA:

2019

E-mail:

loredanaputignani@ababrera.it

Programma del corso:
Il corso si configura in una parte teorica coadiuvata da filmati e incontri sul campo multidisciplinari, ri-attiviati in dispositivi visuali che attraversano lo spazio scenico della contemporaneità. Analizza le interferenze tra cinema, teatro e nuovi media, nella ricerca di uno spazio iconico performante. Il percorso si concretizza in una fase laboratoriale, nell’elaborazione di un progetto compositivo che tocca le basi fondanti della rappresentazione, dagli elementi strutturali spaziali, al montaggio, al sound performed. Uno scavo nelle relazioni vitali dalla scena allo schermo, al campo visuale/memorico dello spettatore. Un processo tra rilevamenti organico/rituali dell’autore/attore/performer. Operando trasversalmente in sequenze, controimmagini dalla drammaturgie elettronica, per la creazione site–specific di un spazio/tempo, che si relaziona con nuovi mutamenti e luoghi altri. Dalla multiculturalità alle tradizioni arcaiche, un osservatorio nel fare per rigenerazioni corporee/planetarie.
 
L'obiettivo formativo del corso è orientato in una prima fase all'analisi della nuova drammaturgie internazionale della scena e della parola, negli spazi differenziali che lo spettacolo occupa nella contemporaneità. Dalle opere cinematografiche nei risvolti inediti tra docu e fiction, alle estreme sperimentazioni tra teatro immagine, video e performance. Indagine che parte dalla decodificazione dell’immagine, allo sviluppo del testocontesto, nell'acquisizione di essenziali strategie compositive, per l'attivazione di una capacità dello sguardo e della fondante costituzione di un personale metodo di lavoro dello studente. L'impronta digitale che segna la sottile differenza nell'elaborazione della macchina attoriale nel suo apparato: dai sotto-contesti al sonoro-spaziale. Destrutturazione drammaturgica, scomposizione dei piani narrativi, partitura e sottopartitura, presenza-assenza, letteratura e vita concentrata in scena, tecniche corporee e tradizioni attoriali extraeuropee, confluiscono nelle varie problematiche del rappresentare e nell'indagine degli elementi che determinano il concetto di regia. Nella parte laboratoriale, lo studente sarà coinvolto attivamente nei diversi piani della costruzione del campo scenico/visuale. Dai fondamenti delle teorie registiche, in una progressiva acquisizione delle tecniche di elaborazione dalla scena allo schermo, nei suoi inevitabili risvolti in digitale e in alcuni aspetti della sperimentazione cinematografica, nei film di autori-attori come Bene, De Brerardinis ed altri, alle frontiere tra le discipline da Pasolini a Herzog, a Lar Von Trier e Ken Loach. Saranno presi in considerazione i nuovi modi di concepire lo spazio visuale e le pratiche attoriali performative, ripercorrendo nel fare, alcuni fondanti interventi critici del secondo Novecento. La costruzione del tessuto narrativo attraverso l’improvvisazione nel teatro danza di Pina Baush. Gli innesti delle nuove tecnologie, come mezzi elettronici connessi al corpo. Bob Wilson e le performance, in seguito video, di Marina Abramovic diventati poi Opera. L'importanza della velatura, dell'aniconicità, la concentrazione su ciò che non si vede, il lato sotterraneo ed oscuro dei vissuti e dei comportamenti. La pre-esistenza dell'attore (La Classe morta di Tadeus Kantor). Paradossalmente un processo inverso, di profondo scavo del lavoro dell’autore-attore-performer, che proprio nel rapporto con il nostro tempo esploso, dichiarato e vanificato dalla bidimensionalità e velocità virtuali, ha bisogno di alimentarsi e metter radici. Quindi sospensione del quotidiano, immobilità, rilevazione dello stato del basso corporeo.
Un Osservatorio al presente, un processo incentrato sul recupero della spaziatura delle cose, del volume dei corpi e della voce, per far riemergere il sacro rapporto con lo spazio, nella sua assolutezza e semplicità (lo spazio vuoto di Peter Brook, anche nel suo rapporto con il cinema). Focalizzando l’attenzione sul rapporto con il tessuto spaziale: la parola-oggetto-carne, nella dimensione sonora, nel senso della luce, partendo da ciò che teatro non è, ma lo alimenta. Nel Tradi-mento della Tradizione, la riflessione è rivolta ai processi del corpo-memoria, sulle varie possibilità di interazione di linguaggi e modi comportamentali, in connessione con alcune esperienze cinematografiche, teatrali e mediali. Un filo sanguigno da Shakespeare a Sara Kane, rinvenibile nei Blasted della nuova drammaturgia inglese, così come Sofocle in Beckett, da Pasolini ai docu di Rossellini e Herzog, da Bene al cinema di Brook e molto altro… Nell’azzeramento/assedio della rappresentazione, come un incendiarsi qui e ora della Tradizione.

 

https://performerbrera.wordpress.com
http://www.accademiadibrera.milano.it/it/search/node/putignani%20loredana

 

Bibliografia:
Durante le lezioni verranno consigliati, a seconda delle specificità e processi:
 
BIBLIOGRAFIA - VIDEOGRAFIA - FILMATI - DOCUMENTARI - INTERVISTE
 
Oltre il lavoro comparativo con alcuni maestri della scena in incontri dal vivo:
OSSERVATORIO VISIONI CONTEMPORANEE
Caratteristiche del corso:
Obbiettivi dl corso:
Orario e aula:
REGIA ||| PUTIGNANI | BIENNIO | Semestre 1° 
 
GIOVE | h 13.00 >15.00 R | 16 > 19.00 | AULA 10 !
 
VENERE | h 12.00 >15.00 PALCO | h15 >19.00 | SAN CARPOFORO !
 
SABATO | h 9.00 >14.00 | AULA 10
Precondizioni di accesso:
Tipologia si Esame finale:
Verifiche durante il corso:
Crediti formativi
 
Curriculum professionale:
Curriculum
Note Docente