Scenotecnica / DEMELIO CHIARA

Disciplina:

Scenotecnica

AA:

2019

E-mail:

chiarademelio@ababrera.it

Programma del corso:

Premesso che la scenotecnica è una maestranza che ricopre parecchi ambiti e comprende la totalità delle discipline necessarie al pieno sviluppo dell’azione drammatica, ossia la scenografia, la luministica, la macchinistica, l’arte del figurino, l’arredamento e la logistica del palcoscenico, questa materia di studio così complessa e completa è stata negli anni suddivisa in corsi di studio specifici e inserita in due diversi momenti della percorrenza formativa accademica, ossia nel triennio e nel biennio specialistico. 

In questo corso, rivolto al triennio, si andranno ad affrontare lo studio e la conoscenza degli elementi scenici e, con particolare attenzione, si approfondiranno i macchinari teatrali e il loro funzionamento. Anche se fino a pochi decenni fa lo scenografo era la medesima persona che si occupava anche dell'ideazione dei macchinari necessari alla realizzazione delle proprie scenografie, oggi è lo scenotecnico che prevalentemente si occupa della progettazione e dell'invenzione di tali strumenti.

Per fare ciò necessità di un vasto bagaglio di conoscenze provenienti da diversi ambiti: ingegneristico, architettonico, storico, teatrale ed infine anche legale, poiché tutte le attrezzature progettate devono essere conformi alle norme di sicurezza stabilite in Italia dalla ex legge 626, ora legge 81/08.

Tali forme di sapere non sono sufficienti da sole a fornire la base per questo lavoro: a tutto va aggiunta l’esperienza sul campo e una considerevole dose di immaginazione e fantasia, elemento fondamentale e non secondario poiché, come tutto ciò che ha a che fare con l'invenzione e l’arte, non può trascendere dalla dimensione dalla fantasia.

 

Argomenti 

  1. Storia dell’evoluzione della scenotecnica e dello spazio scenico dall’epoca classica ai giorni nostri, con particolare riferimento all’operato ingegneristico degli architetti scenografi più rappresentativi nella storia occidentale.
  2. Studio e nomenclatura delle varie parti del palcoscenico, degli elementi di scena, dei movimenti meccanici ed degli effetti speciali scenotecnici.
  3. Le macchine sceniche.

Attività di laboratorio

  1. Scelta del tema progettuale.
  2. Pratiche di disegno e di progettazione.
  3. Progettazione e realizzazione di macchine ed elementi scenici. 
  4. Costruzione di un elemento di scena in  scala 1:50 o 1:25, da concordare con la docente.
  5. Elaborati finali.

 

 

 

 

 

Bibliografia:

 

BIBLIOGRAFIA essenziale:

 

 

. Dispensa del docente

 

. B. Dalai, ABC DELLA SCENOTECNICA, Ed. Audino 2006.

 

. G. Coppelli, MANUALE PRATICO DI SCENOTECNICA. LE MACCHINE TEATRALI, Ed. Patron 

 

 

. B. Mello, TRATTATO DI SCENOTECNICA, Ed. Gorlich, 1973

 

BIBLIOGRAFIA consigliata: 

 

. Josef Svoboda I SEGRETI DELLO SPAZIO TEATRALE, Ed. Ubulibri 1997

 

. B. Dalai, LAVORARE SUL SET, Ed. Audino 2007 

 

. G.Millerson, SCENOTECNICA PER IL CINEMA E LA TV , Ed. Gremese, Roma 2006

 

 

. G. Ricchelli, ORIZZONTE DELLA SCENA NEI TEATRI. STORIA E METODI DEL PROGETTO SCENICO DAI TRATTATI DEL  CINQUECENTO AD ADOLPHE APPIA, Ed. Hoepli 2008

 

. C. Rea, FONDAMENTI DI LUMINISTICA. TEORIA, TECNICA E APPARECCHI PER L’ILLUMINAZIONE ARTISTICA TEATRALE DELLO SPETTACOLO, Ed. Hoepli 2006

 

. Marcello Majani, EVOLUZIONE DELLO SPAZIO SCENICO,  Ed. Feltrinelli

 

. FERRETTI. L’ARTE DELLA SCENOGRAFIA, Ed. Electa Accademia dell’immagine 2010

 

. Arnaldo Pomodoro. IL TEATRO SCOLPITO, Ed. Calbi, 2012

 

 

Caratteristiche del corso:

T/L

Obbiettivi dl corso:

CARATTERISTICHE DEL CORSO

 

Il corso si articolerà in lezioni di teoria e di laboratorio. 

Gli argomenti discussi nella parte propedeutica affronteranno una riflessione generale sui criteri di costruzione degli elementi di scena e sulle soluzioni tecniche adottate per risolvere le istanze registiche e pratiche del passato. Questo ciclo di lezioni propedeutiche sarà volto ad introdurre nel corso monografico la proposta di alcuni temi d’indagine, con lo scopo di stimolare nel discente una ricerca progettuale individuale da sviluppare su un argomento scelto tra quelli trattati e da integrare, sulla base degli interessi, delle capacità e delle conoscenze acquisite, con eventuali soluzioni tecniche alternative.

La parte laboratoriale sarà un momento fondamentale di ricerca e sperimentazione tecnica, teso ad individuare le possibili soluzioni interpretative degli ingranaggi delle macchine sceniche. Gli allievi potranno condurre la propria analisi con schizzi e modelli plastici e avvalersi dei supporti e dei mezzi tecnici che reputano maggiormente idonei.

 

OBBIETTIVI DEL CORSO:

 

L’obiettivo del corso e’ quello di assicurare allo studente un’adeguata padronanza delle conoscenze e delle metodologie progettuali ed espressive nell’uso degli strumenti della rappresentazione artistica, con particolare riferimento alla scenografia teatrale, televisiva e cinematografica, nonché alle tecniche di allestimento connesse agli eventi artistici, così da consentire al futuro professionista, di poter affrontare in modo competente, autonomo e creativo, qualsiasi problema inerente la scenotecnica.

 

Orario e aula:
Precondizioni di accesso:

studenti del triennio, di tutte le scuole, con prerequisiti  di disegno geometrico

Tipologia si Esame finale:

Per accedere all’esame finale sono necessarie delle revisioni che verranno concordate nel corso dell’anno accademico; la valutazione di tali revisioni sarà parte integrante dell’esito dell’esame. Per il superamento dell’esame del corso di Scenotecnica sono richiesti i seguenti elaborati:

  1. .) esercitazioni pratiche;
  2. .) schizzi e bozzetti esecutivi dell’impianto scenotecnico;
  3. .) elaborazione degli elaborati tecnici esecutivi col metodo di restituzione, con pianta e sezione in scala 1:50;
  4. .) sviluppo di un  elemento di scena in scala 1:25;
  5. .) modellino di scena in scala 1:50 e studi fotografici dello stesso.
  6. .) ricerca storica sull’evoluzione dello spazio scenico e degli elementi scenici, e una breve relazione che attesti, anche con immagini, un’esperienza personale svolta in ambito progettuale o di allestimento.
Verifiche durante il corso:
Crediti formativi
 
Curriculum professionale:

Chiara Demelio, conseguita la maturità al Liceo Classico Azuni di Sassari, che ha visto sui suoi banchi personaggi politici come Giuseppe Saragat, Enrico Berlinguer, Antonio e Mario Segni, Palmiro Togliatti, Francesco Cossiga e autori come Gavino Ledda e Bianca Pitzorno, si trasferisce a Milano. Studia scenografia con Gastone Mariani e Fernando De Filippi laureandosi nel 1991 all’Accademia di Belle Arti di Brera con la tesi L’artista Pietro Antonio Manca (relatore Tommaso Trini). Da allora, insieme al fratello Pietro, unici eredi e discendenti diretti dell’artista, cura l’archivio storico di Pietro Antonio Manca (1892-1975). 

Nel 1991 firma la scenografia del Barbiere di Siviglia, messo in scena al Teatro Verdi per la stagione lirica1991-92 di Sassari.

Nel 1992, in occasione del centenario di Pietro Antonio Manca, cura l’allestimento della mostra retrospettiva dell’artista negli spazi del Circolo dei Diavoli Rossi della Brigata Sassari, nella Caserma La Marmora, dove il Manca fu ufficiale durante la I e la II guerra mondiale.  

Affianca alla professione scenografica una sua personale ricerca artista che rivolge ad una attenta osservazione e mediazione di dati storici e culturali, presentando nelle opere mondi surreali nei quali amplifica fantasie e visioni naturalistiche. Esplora i principali fenomeni che caratterizzano l’innovazione nel campo dell’arte contemporanea, espone i suoi lavori in gallerie e musei operando nella convergenza di differenti linguaggi espressivi quali pittura, installazione, fotografia, e video. 

Tiene workshop e svolge attività formativa in università, musei e teatri in Italia e all’estero. 

Dal 2000 al 2013 insegna all’Accademia di Belle Arti di Sassari. Qui per diversi anni è parte integrante del progetto Backstage/incontri con autori e autori del mondo dello spettacolo: una serie di incontri-interviste aperti al pubblico e svolti in sedi istituzionali, che coinvolge Università, Accademia di Belle Arti, Ersu e Cedac. 

Nel 2004 fonda e dirige l’Associazione culturale Artès-diffusione delle arti, e cura allestimenti e produzioni di eventi artistici.

Nel 2008 firma scene e costumi dello spettacolo musicale Sana!Sana!, realizzato in collaborazione con il Conservatorio e l’Accademia di Belle Arti di Sassari, la Polifonica Santa Cecilia e la Compagnia La Botte e il cilindro, mettendo in scena al Teatro Ferroviario di Sassari una scenografia costituita da una imponente macchina teatrale, praticabile e girevole, a forma di fiore di loto. 

Dall’anno successivo inizia la produzione artistica dal titolo Paesaggi in divenire, e cataloga numericamente una serie di opere, ancora in produzione, rivolte ad immaginifiche mutazioni della natura. 

Dal 2014 è titolare della cattedra di Scenotecnica all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Qui nel 2014, raccogliendo gli stimoli del tema ‘Fame’ proposto dal dipartimento della Scuola di Scenografia, indagando il rapporto tra arte e cibo, ha ideato e curato la manifestazione Rice is Live, che presenta in occasione dell’Expo 2015 con un evento concepito come opera site specific allestita negli spazi della ex chiesa di San Carpoforo, a Milano. 

Nel 2016 pubblica il libro  Rice is Live, che raccoglie la documentazione del progetto  interdisciplinare dal titolo analogo, svolto negli anni accademici 2013-2014/ 2015-2016, ossia: le immagini delle opere degli studenti dell’Accademia esposte alla mostra e i saggi critici degli studiosi e degli artisti convenuti nei numerosi incontri volti ad allargare ogni forma di conoscenza e sperimentazione in ambito creativo e scenografico mettendo in luce il significato culturale, simbolico e mitologico del cereale riso, inteso come cibo per il corpo e per la mente, ma anche come nutrimento per lo spirito e per l’arte.

 

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE 

 

MONOGRAFIE E SAGGI CRITICI:

 

Rice is Live, a cura di Chiara Demelio, Brera Academy Press, Ed. La Serigrafica Arti Grafiche Srl, Milano 2016.

 

54 Biennale di Venezia Padiglione Italia Biennale Sardegna 2011, Ed. h_demia.ss/press, Sassari 2012.

 

- CUTUP Chiara Demelio, a cura di Valerio Dehò, ed, Carlo Delfino, Sassari 2004.

Media.comm./(unity)comm.medium- divenire comunità oltre il mezzo: l’opera diffusa, a cura di Gabriele Perretta, Ed. Nimesis, Milano 2004.

 

Materapacis, a cura di ARTErìa, pubblicazione della collana I Nadir, Matera 2002.

 

Museo dei giovani artisti, a cura di Giuseppe Frazzetto, Ed. Gabriele Mazzotta, Milano 2001.

 

Roma Contemporanea 1999-2001, a cura di Maria Rita Boni, Anna Maria di Stefano, Vitina Portoghese, Ed. Joyce & Co., Roma 2002.

 

L’isola Errante, di Michele Pio Leddda, illustrazioni di Chiara Demelio, Ed. Scuola Sarda Editrice, Cagliari 1994.

 

PUBBLICAZIONI EDITORIALI: 

 

Arte - mensile di arte, cultura, informazione - n.431, L’isola che non c’era, a cura di Luca Beatrice, editoriale Giorgio Mondadori, Milano 2009.

 

Juliet - art magazine - n. 119, Chiara Demelio, a cura di Valerio Dehò, Ed. DCB, Trieste 2004.

 

L’opera - anno VI n. 53 mensile per il mondo del melodramma, Ironia e goliardia sarda, a cura di Annarita Floris Visconti, International Edition- Ed. SL, Milano 1992.

 

 
Note Docente
Allegati pubblici