Teoria e pratica del disegno prospettico / TESIO FEDERICO

Disciplina:

Teoria e pratica del disegno prospettico

AA:

2019

E-mail:

federicotesio@ababrera.it

Programma del corso:

INTRODUZIONE : L'etimo di prospetto è il latino prospectus, participio passato di prospìcere, composto dalla particella pro (avanti) e dal verbo specére dal greco specio, dal sanscrito e dal persiano con la radice comune di "guardare verso una meta". Da essa deriva prospettiva, la forma femminile sostantivata di prospettivo, derivante dal latino tardo prospectivus, "che assicura la vista".

Così dicono gli studiosi.

Nel tempo l'accezione ha prestato la sua specifica a denominazioni teoriche diverse, dividendo prospetto da prospettiva e perpectiva artificialis da perpectiva naturalis.

A me piace pensare che prospettiva sia il miglior modo di guardare avanti, verso una meta, con attenzione, andando al di là del vedere.

“Punti di vista ” - programma del corso

avere delle prospettive, vedere in prospettiva, guardare le cose da un’altra prospettiva, esprimere il proprio punto di vista, considerare altri punti di vista, cambiare il proprio punto di vista, sotto tutti i punti di vista, guardare dall’alto in basso, guardare dal basso in alto, allargare i propri orizzonti…

Rapportiamo ogni esperienza ad un fatto visivo, segno evidente e riconosciuto che l’uomo privilegia naturalmente gli occhi come recettori della realtà. La cultura occidentale ha ereditato ed assunto un linguaggio comune che condiziona ad un’ osservazione attenta e diversificata, piegandola ad presunta migliore interpretazione dell’osservato. Una realtà non reale ma credibile o desumibile: illusoria.

La maestria dell’Inganno è stata per secoli la via dominante delle Arti Visive, supportate da una scienza matematica complice del simbolismo, della filosofia, della religione… La conoscenza delle regole dell’Inganno è una delle chiavi dell’espressione pittorica, teatrale, fotografica, urbanistica e architettonica che ancora oggi sopravvive nell’intenzione progettuale per ragioni spaziali, compositive, funzionali, effettistiche …

La varietà dei sistemi, dei modi, dei percorsi per creare una illusione prospettica è una ricchezza di possibilità che ci guida alla scelta migliore per proporre il nostro modo di vedere la realtà, esprimere il nostro punto di vista;  costituisce un bagaglio di soluzioni alle problematiche ed agli ostacoli che si presentano durante il percorso progettuale; mostra, infine, la complessa formazione culturale, intellettuale ed emotiva che ognuno possiede per rendere un manufatto non un oggetto “oggettivo” ma un oggetto “soggettivo” : una parte necessaria ed integrata alla totalità dell’espressione.

Comprendere e applicare ci rende avvantaggiati, consapevoli e capaci, soprattutto in un epoca nella quale la barriera dell’Illusione ha ripreso ad essere solo un gioco cosciente.

A partire dalle implicazioni anatomiche e fisiche del vedere, all’uso degli elementi fondamentali della geometria, all’analisi di spazi e architetture, il percorso attraverserà una fase teorica affiancando e supportando l’aspetto progettuale, al quale si darà forma attraverso elaborati grafici di diversa natura: fotografie, schizzi, bozzetti, tavole tecniche, appunti, ecc… il corso si concluderà con un progetto finale, corrispondente alle attitudini, interessi, indirizzi degli allievi.

Il corso si svolgerà attraverso una giornata di lezione teorica e due o più di laboratorio di disegno, per temi e con difficoltà crescenti attraverso l’introduzione graduale degli argomenti specifici, da applicare nei laboratori grafici. Gli allievi lavoreranno in gruppo e singolarmente.

Programma, tempi e orari potranno subire variazioni relativamente alle necessità accademiche.

 

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA:

Panofsky E.; La prospettiva come “forma simbolica” . Feltrinelli, Milano, 1961.

Damisch H.; L’origine della prospettiva; Guida, Napoli, 1992

MANUALI DI BASE CONSIGLIATI:

Valerio Valeri .; Nuovo corso di disegno 2 - per la scuola secondaria superiore. La Nuova Italia. 2003

Sergio Sammarone; Moduli di disegno - grafica tradizionale e computer grafica. ed. zanichelli. 2001 Altri manuali per le scuole superiori.

Caratteristiche del corso:
Obbiettivi dl corso:

Il corso si prefigge lo scopo di rendere edotto l’allievo delle possibilità espressive e metodologiche dello studio e dell’applicazione del sistema prospettico, e delle sue relazioni con altri sistemi di rappresentazione, attraverso l’esercizio integrato e comparativo.

Orario e aula:
Precondizioni di accesso:
Tipologia si Esame finale:
Verifiche durante il corso:
Crediti formativi
 
Curriculum professionale:

prof. Federico Tesio – profilo curriculare.

Studi


Diplomato in Scenografia, con il massimo dei voti, all’Accademia di Brera nel 1990.

A Milano segue i Corsi di Aggiornamento in Comunicazione per i Beni Culturali e in Museologia e Museografia al Politecnico;
Progettazione dell’Allestimento Museografico alla Domus Academy e Interior Design Institute;
Organizzazione Culturale al Formaper della Camera di Commercio;
Cinematografia presso l’AGIS.

All’Università Cattolica di Milano frequenta il Master (1996) ed il Perfezionamento in Management delle Attività Artistiche (1999) - riconosciuto dal Consiglio d’Europa.
Dal 1997 al 2002 è presente nel Comitato Scientifico come Tutor e Responsabile degli Stage degli allievi presso Enti Culturali.

A Roma: Corso Internazionale d’Alta Cultura in Scenografia Barocca all’Accademia dei Lincei;
Managerialità dell'Apprendimento e Tecniche Formative, all’Università Teologica. 


A Reggio Emilia segue i Seminari Internazionali di Architettura Teatrale e Arti Sceniche, del REC.

 

Didattica

Alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano (dal 1991 al 2000) collabora con i Corsi di Scenografia e di Progettazione Architettonica, come Cultore della Materia, tenendo Seminari annuali di Scenografia Teatrale.

Partecipa alla fondazione del Centro Universitario Teatrale “Laboratorio Progettazione dello Spettacolo” nel quale ha operato come Scenografo, Costumista e Regista. Ha organizzato workshop per registi e scenografi (fra gli altri con J. Guy Lecat, per scuola P. Grassi e Scuole del Teatro alla Scala, e per l’Università degli Studi); spettacoli e rassegne, mostre, conferenze (“Forme di Luoghi e Spazi per il Teatro del prossimo Millennio” – al Palazzo della Triennale), partecipazioni a Concorsi Nazionali (Semifinali IV Premio Scenario;  II e III premio Scenografia - X e XI Concorso “Ugo Betti”, a Camerino). Ha coordinato incontri con diverse Sale e protagonisti del Teatro di Ricerca.

Si è Abilitato con il Concorso Ordinario (1999) e Specializzato (2001) alla SILSIS dell’Università degli Studi e Politecnico di Milano, in Discipline Geometriche, dell’Architettura dell’Arredamento e della Scenotecnica ed in Disegno e Storia dell’Arte.

Dal 1997 ha insegnato, presso gli Istituti d’Arte, i Licei Artistici e Grafici della Provincia di Milano.

Nel 2007 e nel 2015  ha avuto proposte di ruolo  in Discipline Geometriche per le scuole superiori, alle quali ha rinunciato per proseguire la carriera accademica.

In Accademie legalmente riconosciute, ha insegnato Scenografia, Scenotecnica, Modellistica e Teoria e Tecniche delle Relazioni Pubbliche.

Dal 2001, nelle Accademie Statali di Sassari, Carrara, Venezia e Firenze, ha prestato servizio come Docente di seconda fascia in Scenografia e realizzato mostre e concorsi con gli studenti (nel 2015 l’assegnazione del Ventaglio del Presidente del Senato).

Nel 2010 ha incarico didattico per Disegno tecnico e progettuale a Venezia e, nel 2014, ha insegnato Didattica del disegno e discipline geometriche ai corsi PAS, a Firenze.

All’Accademia di Bologna, come Docente di prima fascia per Elementi di Architettura e Urbanistica, effettua ricerche sugli interventi architettonici in teatri e auditorium. In occasione dei Programmi Erasmus espone gli stessi argomenti al Corso di Disegno Scenografico alla Facultad De Bellas Artes di Granada nel 2009 e all’Institut del Teatre – ESAD di Barcellona nel 2012.

Entrato in ruolo nel 2014 all’Accademia di Torino, è docente presso l’Accademia di Brera, a Milano.



Attività artistica

Negli anni ’90 ha ideato eventi teatrali (Progetto Teatro-Scienza per Museo scienza e tecnica L. da Vinci) e fondato Associazioni Culturali e Musicali (Pietro Metastasio e Café Mozart – patrocinata da Mozarteum di Salisburgo e Istituto Austriaco di Cultura), con le quali ha organizzato concerti e mostre (Mozart-Variazioni al Museo della Carta di Fabriano e al Teatro Zandonai di Rovereto ecc...).
Ha creato i Gruppi Artistici preparazione H e Scatolanera, autori di spettacoli, performance ed installazioni (Teatro dell’Arte a Milano; Rocca Malatestiana di Fano; FeríArt a NImes; Teatro Sociale di Bergamo).

Nel 2008, per lo studio Scenes, con il materiale del Piccolo Teatro e il Teatro di Documenti di Roma, disegna e allestisce le mostre: “Dall’ombra alla luce - Omaggio a Luciano Damiani”, alla Fondazione Metropolitan di Milano per la Festa del Teatro e, a Montone – PG, per la Festa della Luce, organizzata dall’Accademia della Luce.

Nel 2014 collabora alla progettazione dell’istallazione “Donne in cortocircuito” per  la giornata contro la violenza sulle donne, alla sede Rai di Milano.


Attività teatrale

1991 acquisisce l’Idoneità di Assistente alla Regia Lirica, al Concorso del  Laboratorio Lirico del Teatro Comunale di Alessandria.

Dal 1989, disegna bozzetti e progetta scene per prosa e lirica affrontando diversi autori.

In Italia : Sofocle, Apuleio, de Beaumarchais, Goldoni, Manzoni, Pirandello, Kafka, Beckett, Pinter, Ionesco, Jarry, Cechov, Menaud, de Filippo, Purcell, Mozart, Bellini, Verdi, Puccini, Rossini, Donizetti.

In Portogallo, nei Festival de Opera de Obidos e Noites de Opera di Portimao, per l’Orchestra do Norte progetta: “Sansone e Dalila” di Saint-Saens; “Le nozze di Figaro” di Mozart; “Otello” di Verdi; “La Boheme” di Puccini. Al Teatro Coliseu di Porto : “As bodas de Figaro” di A.W.Mozart, diretta da Y. Ming Park.

Inserito nel 1993 nell’Annuario del Cidim - Comitato Nazionale Italiano Musica.

Nel 2003, al 6th Theatre Architectural Competition alla Quadriennale di Praga, riceve la MENZIONE D’ONORE dell’OISTAT - Organisation Internationale des Scenographes, Architectes et Techniciens de Théâtre - per l’architettura di spazi scenici de “Il giardino dei ciliegi” di A. Cechov.
Nel 2004 è ammesso come Membro Associato.



 











 



 

 

Curriculum
Note Docente


 

Allegati pubblici