Tecniche pittoriche / POLIDORI PASQUALE

Disciplina:

Tecniche pittoriche

AA:

2019

E-mail:

pasqualepolidori@ababrera.it

Programma del corso:

Oggetto della parte introduttiva è l’indagine del concetto di medium — e quindi della dialettica tra medialità ed extra-medialità — in rapporto alle tecniche artistiche e ai linguaggi e strumenti che si collocano oltre un ideale campo artistico già eventualmente e storicamente definito. A scopo esemplificativo, e tenendo per centrale il campo della pittura, si analizzeranno tre momenti di significativo intreccio tra tecnica, medium e spazio extra-mediale operativo e concettuale: (1) la realizzazione del giardino di Giverny da parte di Monet, come pittura prima della pittura; (2) il pavimento di Degas, ossia la prospettiva vertiginosa, e il pavimento di Pollock, ossia lo spostamento del quadro dall’asse verticale a quello orizzontale; (3) il comportamento e le relazioni umane come forza e ambito di destrutturazione della tecnica artistica in Kaprow.

 

 

Bibliografia:

Letture.

Vincenzo Agnetti, OBSOLETO, Edizioni Cinquemarzo - dia*foria, 2017

Francesco Arcangeli, Monet, Abscondita, 2015

Arthur C. Danto, Che cos’è l’arte, Johan & Levi Editore, 2014

Nelson Goodman, I linguaggi dell’arte, Il Saggiatore, 2017

Allan Kaprow, Essays on the Blurring of Art and Life, University of California Press, 2003

Rosalind Krauss, Reinventare il medium: cinque saggi sull’arte d’oggi, Bruno Mondadori, 2005; da pag. 1 a pag. 36 [La crisi della pittura da cavalletto] e da pag. 48 a pag. 69 [Reinventare il medium]

Claude Monet, Mon histoire. Pensieri e testimonianze, Abscondita, 2018

Ovidio, Metamorfosi; mito di Filomela e Procne; mito di Eco e Narciso

Jackson Pollock, Lettere, riflessioni, testimonianze, SE, 1991

Victor I. Stoichita, L’invenzione del quadro, Il Saggiatore, 1998; da pag. 200 a pag. 265 [cap. 8, Immagini del pittore, immagini del dipingere]

Paul Valery, Degas Danza Disegno, in: P. Valery, Scritti sull’arte, Abscondita, 2017

Caratteristiche del corso:

Il corso è laboratoriale e prevede una breve parte introduttiva teorica. L’attivazione di uno dei due o di entrambi i laboratori dipende dal numero degli studenti e dal carattere del gruppo.

Laboratorio 1: Opera/Oggetto e Opera/Specchio.

Questo laboratorio consiste essenzialmente in una esercitazione a descrivere le opere d’arte, spingendo l’analisi ai minimi dettagli materiali, linguistici, di metodo costruttivo e di relazione al mondo. Alla base del percorso è posto il principio che ogni opera è un oggetto ambiguo e complesso, in cui confluiscono piani differenti: dal rapporto genealogico e mimetico con la storia dell’arte, alle qualità che derivano dall’uso di una tecnica in particolare; dalle soggettive intenzioni di senso, agli elementi concretamente misurabili ed esperibili, anche nominativi; dai contenuti culturali esplicitamente affermati, ai caratteri implicati dalla storia e dalla situazione in cui ha luogo l’opera. Sulla falsariga del mito di Narciso, gli incontri prevedono lo sviluppo, da parte degli studenti, della capacità di analizzare, descrivere e ripensare una propria opera già realizzata in precedenza, in una specie di rispecchiamento che frammenti l’oggetto in una pluralità di elementi. In seguito, dall’elaborazione di uno solo degli elementi che compongono l’opera — la cui individuazione e scelta avviene attraverso il confronto aperto con l’insegnante e gli altri studenti — dovrà originarsi il progetto di una seconda opera, la quale, rispetto alla prima, avrà funzione di specchio; ovvero ne rappresenti un possibile sviluppo alternativo, differenziato quanto a tecnica e/o forma definitiva, in generale. L’opera di partenza si chiamerà opera/oggetto, mentre opera/specchio sarà quella di arrivo. Questo procedimento traduttivo, che passa per l’allegoria, è un modo di strutturare la critica del proprio operato e delle tecniche che sentiamo familiari, al fine di confrontarci con e appropriarci di altri possibili linguaggi e punti di vista.

Laboratorio 2: Preliminari a una lettura di OBSOLETO, romanzo di Vincenzo Agnetti.

OBSOLETO, romanzo di Vincenzo Agnetti, è un’opera che si può intendere come letteraria, tipografica e pittorica, nello stesso momento in cui si nega a ognuna di queste definizioni, ribaltandone i criteri di funzionalità e limitazione reciproca: è un romanzo, ma la sintassi e l’aspetto tipografico lo privano di ogni trama narrativa; è uno studiato prodotto di tipografia, che però, per certi eccessi di tecnica, oltrepassa la composizione verbo-visuale in direzione della pittura; è un oggetto che dialoga con la pittura, fin dalla copertina realizzata da Enrico Castellani, ma la proietta in un vertiginoso spazio di discorso vaniloquente in cui non vi è alcuna promessa di senso. Il laboratorio intende sperimentare alcune modalità di lettura collettiva e individuale del testo di Agnetti, basate su variabili situazionali, di uso della voce, di disposizione fisica, e di analisi del testo. Attraverso tali esercizi di lettura si prenderà consapevolezza del peso che il comportamento, l’azione e lo spazio materiale, hanno sulla produzione e comprensione linguistica. Riscattando la illeggibilità di OBSOLETO in valore positivo e virtuoso, si cercherà di pervenire a un concetto di senso/significato che faccia coincidere l’interpretazione con l’operatività. OBSOLETO fu composto tra il 1962 e il 1968, anno in cui fu pubblicato da Scheiwiller inaugurando la collana Denarratori. Nel 2017 è stato ripubblicato da Edizioni Cinquemarzo nella collana dia*foria, a cura di Giuseppe Calandriello e Daniele Poletti, in un volume che comprende interventi critici di Germana Agnetti, Cecilia Bello Minciacchi, Bruno Corà, Corrado Costa e una nota di Daniele Poletti.

Obbiettivi dl corso:
Orario e aula:
Precondizioni di accesso:
Tipologia si Esame finale:
Verifiche durante il corso:
Crediti formativi
 
Curriculum professionale:

Pasquale Polidori (1964) è autore di una ricerca artistica che assume la lingua come strumento privilegiato e campo di ibridazione tra pratiche testuali, visive e performative, talora ricorrendo a modi di operare mutuati dalla linguistica teorica e dalle teorie della narrazione. Modellate attraverso una processualità costantemente aperta, le sue opere adottano forme discorsive mimetiche, che guardano alle varie tipologie dell’atto linguistico, espresso nella sua complessità materiale — il racconto letterario, il ragionamento filosofico, la lezione di storia dell’arte, il dramma, il seminario. Tra le procedure artistiche adottate, vi sono in particolare la performance, il video, la grafica, la produzione di testi orali e scritti, la didattica laboratoriale. Recentemente il suo lavoro si è concentrato sul rapporto tra enunciazione della poesia e forzatura della posizione del corpo (Forma Manifesta, azioni e video su Giosuè Carducci e Giuseppe Ungaretti; in Sintattica, Museo H. C. Andersen, Roma 2015; e in Confluenze, Museo di Arte Classica, Sapienza Università di Roma 2016).

Diversi progetti, alcuni dei quali operativamente costituiti da una pluralità di partecipanti, propongono una rielaborazione soggettiva e finzionale della storia dell’arte, e il suo uso come medium artistico.  È questo il caso della lezione-performance sulle origini e il contesto di produzione dell’Orinatoio di Duchamp (The Other Fountain, 2015, in Naked Lights, teatro Tor di Nona, Roma; in Per una lezione di meno, IUAV Venezia, 2016; e in 3 coins nella Fountain, Università La Sapienza di Roma, dipartimento di Storia dell’Arte, 2018); del lungo lavoro su Joseph Beuys, dapprima assunto come personaggio letterario in due racconti, e poi posto al centro di un progetto relazionale che ha coinvolto artisti, filosofi, storici dell’arte e musicisti (Macro Asilo, Roma, 2019, http://www.lalineadombra.org/); del laboratorio drammaturgico su Kurt Schwitters e della lezione-concerto che ne è seguita (KS The Man Who Smiled Too Much, Macro Asilo, Roma, 2019 http://www.themanwhosmiledtoomuch.org/). Waterloo (2017/2019), un’opera di scrittura concettuale costruita intorno all’indice di Teoria Estetica di Theodor W. Adorno, ha vinto nel 2019 il premio Arcipelago Itaca, ed è di prossima pubblicazione per i tipi della stessa casa editrice.

 http://www.pasqualepolidori.com/

Note Docente
Allegati pubblici