Buchi.di.polo.

Sabato, 20 Ottobre, 2018 - 15:00
 
Buchi.di.polo.
 
inaugurazione 20-10-2018 ore 15.00
Mubaj (Museo Botanico Aurelia Josz)
Via Rodolfo Margaria,1 Milano
 
L’esposizione rimarrà aperta fino a fine marzo.
 
Docenti: Maurizio Arcangeli, Clara Bonfiglio
 
Allievi: Valeria Abate, Andrea Barbagalli, Annalou D’Agostino, Taiyo Fukahi, Riccardo Milanesi
 
 
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Estetica ed ecologia

 

Nell'ultimo decennio del secolo scorso si è formata in Germania, attraverso libri, saggi e altri vari contributi, quella che è stata definita "estetica ecologica"  e che negli Stati Uniti ha preso il nome di "estetica ambientale". Da noi tale dibattito non ha avuto molta eco, anche se possiamo vantare in merito un antesignano quale il filosofo Rosario Assunto. Le traiettorie che hanno seguito le diverse posizioni intervenute in questo dibattito sono partite dalle questioni ecologiche per arrivare ad un giudizio estetico, ovvero alla bellezza della natura. Ma diversi sono stati i temi affrontati, dal piacere della contemplazione del mondo naturale alla domanda sulla bontà, o meno, della natura, fino  all'essere la sua bellezza ragione sufficiente di salvaguardia. E proprio la varietà delle proposte restituisce il rammarico per un confronto che da noi è rimasto inespresso, più sul piano teorico che su quello della operatività artistica.

Non può quindi che essere motivo di soddisfazione e ragione di sperabili intriganti esiti questa collaborazione di giovani e promettenti allievi dell'Accademia di Brera con l'altrettanto giovane Museo Botanico Aurelia Josz che di per sé è già, per statuto, non solo  centro studi, ma luogo di sperimentazione didattica intorno ai temi della natura. In questa esperienza, difatti, le problematiche inerenti ad un corretto rapporto col mondo naturale possono assumere una “veste” estetica spingendosi però anche oltre e recuperare anche lo storico concetto, almeno fino a tutto il Settecento,  che l’arte è imitazione della natura. E’ poi intorno all’idea del genere di mimesis messa in atto che si sono differenziate le prese di posizioni dei diversi filosofi già a partire da Socrate e Platone. Ed è stato appunto un allievo di quest’ultimo, Aristotele, ad affermare che l’arte deve riprodurre la processualità esistente in natura.  E come in natura le cose nascono, vivono e muoiono così deve essere per i prodotti artistici. Il filosofo stagirita pensava alla tragedia, ovvero ad un racconto che avesse un inizio, uno svolgimento e una fine. Ma il concetto può essere esteso perché pure le opere d’arte possono seguire questo destino, se prodotte con materiali naturali e sottoposte ai ritmi e alle peculiarità delle stagioni. E’ questo il caso delle opere appositamente realizzate per l’occasione, quindi site specific, dagli studenti dell’Accademia di Brera che sono già concepite per sparire nel tempo riproducendo il ciclo della vita e della morte.

Giuseppe Bonini

Vicedirettore Accademia di Belle arti di Brera